lunedì, 16 giugno 2008, ore 21:59
[...]I fantasmi di Marie sono i serial killer, i mass murderer e gli spree killer.
I primi cacciano nel loro gruppo etnico, colpendo le vittime secondo il principio della serie.[...]
Con gli assassini seriali è sempre lo stesso copione: una madre soffocante, uno stupro incestuoso, botte e soprusi, fiotti di odio accumulati ogni giorno. E il mostro, cresciuto, si mette a uccidere i riflessi delle sue frustrazioni: donne bionde, prostitute, insegnanti in pensione, adolescenti o bambini. Assassini che uccidono il proprio riflesso: i serial killer sono dei frantumatori di specchi.
I secondi, i mass murderer, commettono massacri tanto mostruosi quanto imprevedibili. Una dozzina di moti in una volta sola.[...]
Obbediscono a una pulsione suprema e devastatrice: i mass murderer sono degli esaltati che ascoltano la voce di Dio.
Gli spree killer, invece, sono psicotici disorganizzati che uccidono il maggior numero di persone possibile, in luoghi diversi e in un lasso di tempo molto breve. Una giornata di fughe folli e, al crepuscolo, una pallottola nella tempia.
Ecco cosa contiene il museo degli assassini. Ma, come in tutte le gerarchie, c'è bisogno di un sovrano, un re della savana delle periferie e della giungla delle città; questo assassino perfetto, il principe davanti al quale gli attri assassini dovrebbero inchinarsi, è il cross killer.
I cross killer sono assassini che viaggiano, predatori che cambiano terreno di caccia. Un omicidio a Los Angeles, un altro a Bangkok, d'inverno al sole dei Caraibi in quei giganteschi hotel dove si ammucchiano i turisti.[...]
Come il serial killer, lo spree killer o il mass murderer, il cross killer è pazzo. Ma, a differenza degli altri, sa di esserlo.
Ed è l'acuta coscienza d i quello che è che gli permette di compensare la follia con un comportamento magnificamente stabile. L'equilibrio nel disequilibrio. Può essere il vostro vicino, il dirigente della vostra banca o quell'uomo d'affari che, sempre in corsa tra un aereo e l'altro, passa la domenica a giocare a tennis coi figli. E' perfettamente integrato, non ha la fedina penale sporca. Ha un buon lavoro, una bella casa e una macchina sportiva. Viaggia per confondere le piste e colpire là dove non ci si aspetta.
Se non rientrate nella categoria che un serial killer persegue, potreste tranquillamente incrociarlo senza correre il minimo rischio. Potreste prendere un caffè con lui e caricarlo in macchina sul ciglio di una strada deserta. Un cross killer, no.
Perchè il cross killer è una bestia che mangia quando ha fame, e quest'assassino ha sempre fame...
Il vangelo secondo Satana - Patrick Graham
Ho abbandonato la lettura per qualche minuto, solo per riportare un passaggio che mi ha colpito.
Non riesco a staccare gli occhi di dosso da questo libro.
senzadisturbare
lunedì, 09 giugno 2008, ore 18:43
Capiterà a chiunque di avere periodi più o meno alimentati da sogni.
Io ho sempre sognato poco, e quel poco che sognavo lo dimenticavo il più delle volte alcuni minuti dopo il suono della sveglia, come un qualcosa che non avesse mai fatto parte dei miei ricordi.
Ho sempre pensato all’assurdità di questo fatto, poiché, nonostante tutti gli sforzi, non riuscivo in alcun modo a ricordare.
Eppure, mi dicevo, fino a pochi minuti fa ricordavo ogni minimo dettaglio. I colori, i profumi, le sensazioni ed ogni più insignificante emozione.
Poi cosa succede? Spengo la sveglia, ed è come se avessi spento quella parte della mia testa che sogna.
Scrivere dei miei pochi sogni non era neanche una teoria da prendere in considerazione, dal momento che non facevo in tempo ad alzarmi dal letto che era tutto svanito. Puff, come una nuvola di vapore.
Questo fino ad oggi.
Probabilmente la mia testa si era stancata di dimenticare in modo sistematico i sogni che trovavo fra i più assurdi, divertenti, particolari.
E’ ovvio che se sogno mia madre che mi sgrida per qualcosa che ho, oppure non ho, fatto, sicuro al 100% che, oltre a ricordarmelo, nell’arco della giornata qualcosa lo combino per davvero.
Ma tutti quei sogni che sembrano volermi dire qualcosa (o anche solo misurare il mio livello di follia) che fine fanno?
Bè, la ribellione della materia grigia ha preso piede qualche settimana fa, quando ho cominciato a fare tutte le notti gli stessi due sogni.
Due, per ogni volta che mi riaddormentavo.
La prima volta l’ho trovato assurdo. Così assurdo che, come da copione, l’ho dimenticato in men che non si dica.
Poi i giorni sono passati, e i dettagli restavano sempre più impressi nella mia mente, fino a farmi pensare di averle davvero vissute quelle esperienze.
Stanotte non sono mancati, puntuali come degli orologi svizzeri, ed è stato proprio stanotte che ho visto ogni singolo dettaglio.
Dal colore delle tendine nel bagno, al modello di scarpe indossate da ogni partecipante del mio sogno.
Forse non è una gran cosa come notizia della giornata, ma le piccole emozioni rendono le giornate piovose, un po’ più luminose.
Insomma, oggi Morfeo merita un ringraziamento particolarmente sentito, per avermi reso la vita un tantino meno banale.
senzadisturbare