mercoledì, 30 agosto 2006, ore 21:30


Window Stone

Per vedere cosa c'è fuori bisogna sporgersi. Paura di esporsi troppo? Timore di cadere?

Io una sbirciatina la voglio dare, quindi mi affaccio. Fino a quando non avrò il coraggio di guardare fuori non saprò mai se quello che vedo mi piace oppure no.
Spero solo che la finestra si apra ancora.

senzadisturbare

martedì, 29 agosto 2006, ore 13:23




Come potrei vivere senza di lei? Non riesco ad immaginare il mio passato, senza la sua presenza, eppure ho vissuto anni, senza sapere che prima o poi ci saremmo incontrate.

Ora però è diverso. Non riesco più a vedere il mio futuro senza di lei. Non voglio dei sostituti, perché lei è diventata parte di me.

E’ quella certezza di cui ogni tanto si ha bisogno. E’ l’unica in grado di riconoscere le persone che mi faranno del male, decidendo di far male prima lei a loro.

E’ l’unica che c’è sempre, quando sono felice, e quando sono triste.

Non vuole niente in cambio. Solo un paio di coccole quando arrivo a casa dal lavoro, tanti baci ed il suo biscottino preferito.

 

Domenica mia madre ha avuto la fantastica idea di lucidare i pavimenti con la cera. Come mio solito sono scivolata a terra. Mi sono fatta anche piuttosto male, ma mentre mio fratello se la rideva, seduto a tavola, lei si è avvicinata di corsa, per annusarmi e sbavarmi addosso tutto il suo amore.

 

Lei sapeva che lui era cattivo, quando, dopo 3 mesi che veniva a casa mia tutti i week-end, ha deciso di saltargli alla gamba con un morso che gli ha lasciato il segno sul ginocchio per settimane, oltre che sui pantaloni, ormai lacerati.

 

Lei sa che ci sono tante persone al mondo che mi faranno del male. Lo sa prima di me, lo sa prima di loro. Cerca solo di proteggermi.

 

Però non ci sarà per sempre. Gli anni passano, per lei più velocemente di me, ed io non riesco ad immaginare la mia vita senza il suo allegro scodinzolare, mentre mi guarda con quegli occhioni languidi. Non riesco a pensare di salire le scale, per raggiungere la porta di casa, senza sentire le sue zampette grattare contro la porta. Non riesco a pensare alla mia vita senza il suono della sua voce. Non riesco ad immaginare di dovermi svegliare la mattina senza le sue leccate in faccia, sulle mani, sulle braccia.

 

Gli animali riescono ad amarci, ed a farsi amare più degli uomini.
Anche durante le loro peggiori performances...

senzadisturbare

venerdì, 25 agosto 2006, ore 23:05

Melancholy

Lampi, tuoni ed il vibrante rumore della pioggia che scivola sulla finestra. Mi fa un pò paura, ma allo stesso tempo mi aiuta a svuotare la mente, o a liberarla.
Diciassette ore di sonno, per compensare la settimana completamente insonne. Ora sono riposata ed ho ripreso a riflettere sulla costanza del numero diciassette all'interno della mia vita.
Diciassette, il giorno del mio compleanno
Diciassette, l'ultima pagina di un capitolo, prima di chiudere gli occhi.
Diciassette, i gradi che il meteo indica da un paio di settimane nell'Emilia Romagna.
Diciassette, la traccia della mia canzone preferita.
Diciassette, i kilometri che comapiono a fine percorso, azzerando il contachilometri in un punto a caso.
Probabilmente è solo un caso, eppure questo numero è talmente costante che mi porta a ricredere nel destino. Ho come la sensazione che ci sia qualcosa sotto che dovrei capire, ma forse, come tutte le cose che faccio, penso e valuto, alla fine si rivelerà solo il frutto della mia immaginazione.
Ciò non toglie che, di tanto in tanto, continuerò a pensarci su, e mi cullerò la mente di psicopippe.

senzadisturbare

lunedì, 21 agosto 2006, ore 01:00

E anche per stasera di dormire non se ne parla. Mi chiedo fino a che punto il mio corpo, e soprattutto la mia testa, sopporteranno questo sforzo, indipendente dalla mia volontà.
Avrei voglia di chiudere gli occhi, ma il sonno non arriva, e mi ritrovo a guardare il soffitto, a cambiare ripetutamente il DVD all'interno del lettore, a fare pratica di calligrafia, alla quale purtroppo, anche per queste vacanze estive, non è stato dedicato il tempo necessario.
Ho dovuto interrompere la mia 24 ore di lettura, perchè la vista mi si sta annebbiando, ogni ora di più, la testa gira, e fa fatica a concentrarsi nella lettura.
Intanto pensa. Pensa ad un sacco di cose, sviluppa tante idee, che vengono successivamente messe in pratica.
Disegna nella sua mente tanti progetti, e spera, molto presto, di portarli a termine, per quanto piccoli essi possano essere.

Oggi ho ridotto il fumo, ma evidentemente neanche quello conta molto. Passeremo direttamente allo Xanax, dal momento che domani mi aspetta la prima giornata di lavoro post-ferie.

Vorrei dormire, non ho sonno, ho voglia di ridere, di piangere, di correre, di urlare.
senzadisturbare

domenica, 20 agosto 2006, ore 04:53

Altra nottata passata insonne. Siamo a quota tre, e le cose non sembrano affatto migliorare.
Leggo. Continuo a leggere, nella speranza di svenire sulle pagine profumate del libro di turno, ma questa settimana di libri ne ho finiti cinque, e non mi ci sono mai addormentata su.
Lunedì si torna al lavoro. Forse la monotonia dell'ufficio mi aiuterà a riprendere un regolare ritmo di sonno, ma nel frattempo, continuerò ad ascoltare musica, mentre sfoglio le pagine (troppo poche, sempre troppo poche) del libro del giorno.

Stand aside now no one will survice can't tell you how I know
In some time I will change my name and lay low
In the light you can see me walk down by the way
The one who did this to us well he got away

Keep it quiet here I will not tolerate your noise
This is where I listen for the forgiving voice

It haunts my dreams


Katatonia - A premonition

** PROSSIME LETTURE IN PREVISIONE **

1.L'ombra nel Nord - Philip Pullman
2.Angelos - Alessia Rocchi
3.Il Miniaturista - Brenda Rickman Vantrease
4.L'amuleto di Samarcanda - Jonathan Stroud

Se non altro questa insonnia mi sta aiutando a smaltire la mole di libri che sono da anni in attesa di essere letti.
senzadisturbare

venerdì, 18 agosto 2006, ore 00:56

E’ mezzanotte e quaranta minuti, ora, che ho cominciato a scrivere questo post.
Ho passato la mia serata a fumarmi una sigaretta dopo l’altra, che si alternava a “Dracula” in DVD, del quale ormai credo di sapere a memoria ogni singola battuta (infatti questa volta, per aumentare un po’ il pathos, ho deciso di mettere i sottotitoli in tedesco, giusto per tenermi un po’ allenata con la lingua).
Terminato il film, ho finito di leggere “Glennkill”, un giallo risolto da una pecora, anzi LA pecora. Molto carino ed a tratti anche divertente. La scena della pecora che si mangia la marijuana mi ha fatto ridere parecchio.
Per quell’ora il sonno non era ancora arrivato, quindi mi sono decisa a cominciare “Nodo di Sangue” della Hamilton, prestato e caldamente consigliato da Monica.
Sinceramente? La Hamilton è una di quelle scrittrici che non mi ha mai incuriosito più di tanto (come la Rice, del resto). Mi piacciono i romanzi sui vampiri, ma questo genere mi lascia un po’ a desiderare, perché in realtà credo di preferire maggiormente quelli storici.
Ciò nonostante sono arrivata, in meno di mezz’ora, a pagina 60. Per il momento l’idea mi sembra molto ben studiata. Vedrò più avanti di dare un giudizio un po’ più approfondito.
Ora sono qui, e non so neanche per quale motivo stia scrivendo tutte queste cose. Forse per darmi l’impressione del tempo che passa, quando, in realtà, sono passati solo 9 minuti da quando ho cominciato a scrivere.

Questa mattina una vecchietta mi ha urlato in faccia, davanti all’ambulatorio, perché non riusciva ad aprire la porta. Gliel’ho aperta io, senza troppe domande, e scappando in direzione “automobile parcheggiata a 100 metri dalla vecchia pericolosa”.
Considerando che è passata la mezzanotte, è già venerdì, e le mie ferie sono quasi terminate. Forse quest’anno non sono riuscita a percepirle per il semplice fatto che non sono andata da nessuna parte. O forse perché non ho fatto due settimane consecutive, ma ho optato per delle più generose “ferie a singhiozzo”.

Anche se dall’umidità che si percepisce all’esterno di questa stanza non sembrerebbe, ormai l’estate è finita. Si avvicina l’autunno, ed io sto già contando i giorni che mi separeranno per un week end dall’Italia. 2 mesi e 28 giorni, su per giù.

E’ vero, sto continuando a scrivere, ma questo post mi sembra una delle cose più inutili che abbia mai pubblicato in vita mia. Una sbrodolata di righe, che non hanno il minimo senso. Forse è il caso che stacchi da qui, e riprenda nuovamente il libro.

Per oggi basta sigarette.
senzadisturbare

mercoledì, 16 agosto 2006, ore 11:43

Ecco, oggi mi è arrivata la carta di credito e sto già cominciando a pensare come spendere tutti questi soldi che mi verranno addebitate in comode rate mensili da 80 euro.
* Prenotare un viaggio in Siberia: 80 euro al mese, con mastercard.
* Svaligiare la Feltrinelli: 80 euro al mese, con mastercard.
* Comprarsi una macchina fotografica nuova: 80 euro al mese, con mastercard.
* Salire su un treno per andare a trovare una persona: 80 euro al mese, con mastercard.
* Alzargli il dito medio con un ghigno sadico: non ha prezzo.

Oggi pomeriggio andrò ad attivarla.
senzadisturbare

martedì, 15 agosto 2006, ore 12:09

Desperate Housewives, White Oleander e From Hell, la vera storia di Jack lo squartatore.
Tutto in una sera, il tutto contornato con “Nell’Abisso” di Wolfgang Hohlbein e la conseguente sistemazione in ordine di casa editrice di tutti i miei libri. Ovviamente la crociata non è ancora terminata.
Questo perché durante la visione dei vari film, mista a lettura, è partita una di quelle psicopippe che non ti fanno pensare ad altro. Non è la prima volta che ci penso, ma è la prima volta che me ne preoccupo veramente.
Dio esiste? E non mi riferisco al Dio cristiano, ma ad un Dio qualsiasi, che potrebbe essere Allah, quanto Gesù Cristo, Odino, Zeus, Ra, ma anche il dio Pinco Pallino che nessuno si aspetta che possa mai esistere.
Esiste UN Dio che veglia su di noi? E soprattutto, se esistesse veramente, cosa ne farà di noi, quando moriremo? Ci condurrà nel tanto atteso paradiso, o tanto agonizzante inferno? Ci saluterà dall’alto dei cieli con la sua grande mano, per poi lasciarci decomporre lentamente nel corso degli anni, all’interno della nostra tomba?
Io sto continuando a pormi queste domande, e tante altre, anche questa mattina. Probabilmente anche questa notte, e probabilmente anche quella successiva, nella speranza di trovare la tanto attesa risposta illuminante che estinguerà tutta la mia sete.
Cosa ne penso io?
Come molti di noi, SPERO che un Dio esista. Eppure voglio continuare a non credere che sappia in anticipo la causa di ogni nostro movimento, come il master nei giochi di ruolo, tanto per intenderci.
Non mi interessa cosa ne farà del mio corpo, una volta separato dall’anima, ma mi preme sapere che sarò stata io la prima a conoscere le cause delle mie azioni.
Non posso credere in un Dio che conosce il futuro, perché il futuro non esiste. Siamo noi a crearcelo, passo dopo passo, azione dopo azione, con ogni piccolo movimento nell’arco di una giornata.
Questo è l’unico futuro che posso conoscere. Ora sto scrivendo sull’iBook di mio fratello perché la ventola del mio PC si è fusa. Questo è il futuro che ci è dato conoscere. E non voglio che qualcuno sappia dell’altro, prima che io ne faccia esperienza.
senzadisturbare

venerdì, 11 agosto 2006, ore 16:21

Ero qui, di fronte al mio pc, in ufficio. Ovviamente non stavo lavorando. Chi vuoi che chiami di venerdì, se contiamo che è l'11 di agosto? Ma io devo stare qui, a scaldare la sedia per farmi pagare, perchè altrimenti non potrò prendermi le due settimane di ferie ad aprile per andare a Los Angeles.
Guardavo l'orologio, pensando che mezz'ora, in ufficio da sola, a cazzeggiare, vola.
Sento una macchina parcheggiare ed arriva il panico: "No! Cazzo, è il titolare...adesso mi tiene qui fino alle 17.30".
Mi affaccio alla finestra e vedo il furgoncino UPS: un sospiro di sollievo.
Scende dal furgoncino, apre lo sportello, prende il pacco e suona : "E' UPS, può scendere? Ho una busta da consegnare".
Ok, faccio le scale e chi c'è? Il ragazzo UPS di ieri pomeriggio, che avevo cazziato per 10 minuti prima di mandarlo via perchè era arrivato in ritardo.
"Ciao!"
"Hai visto? Questa volta sono arrivato prima, così puoi andare a casa, anche se non è giusto che tu vada a casa ed io no"
"Eh, mi dispiace, ma io ho fatto orario continuato" sfoggiando uno dei miei sorrisi più ebeti, perchè, per chissà quale motivo, ho qualche problema ad intrattenere rapporti sociali.
"Fai una firma" solita prassi
Comincio a scrivere e ad un certo punto: "Bacio?"
Lo guardo con gli occhi a palla, forzando un sorrisetto intelligente, che in realtà si è rivelato alquanto impacciato.
Si avvicina alla porta per uscire: "Bè, allora niente bacio...ok..."
"No, aspetta, se vuoi..."

Ora mi metto a fare la troietta pure con gli estranei. Siamo a posto...
Due baci sulla guancia si sono trasformati in tre, un pò più compromettenti, ma se non faccio queste idiozie adesso che sono giovane, quando le faccio? A 80 anni con il mio badante?

Pensare che fino a qualche anno fa ero così innocente...

senzadisturbare

venerdì, 11 agosto 2006, ore 10:11

Ho finalmente sonno, dopo notti passate a girarmi e rigirarmi nel letto senza capire per quale motivo sentivo la voce di mia madre urlare sussurrando "Silviaaaaaaaaaaaaaa" pur sapendo perfettamente che mia madre a quell'ora stava dormendo.
Nel dubbio, mi alzo, verifico: effettivamente dorme.

A questo punto è lecito farsi alcune domande relative ad alcuni eventi accadutimi negli ultimi mesi:

  • Sulla Via Emilia capita spesso e volentieri di vedere, mentre guidi, culi al vento di giovani donne o travestiti alla ricerca di un guadagno facile. Ma una donna, in particolare, aveva catturato il mio interesse. A qualsiasi ora della notte tornassi a casa c'era lei, in attesa alla fermata dell'autobus. Uno strano personaggio con un completo a fiori (di quelli che mettono le nonne, o al massimo le signore tedesche, quando vengono in vacanza in Italia), i capelli corti, cotonati e permanentati come quelli di mia nonna e lo sguardo spento.
    La prima volta che mi capitò di vederla pensavo che fosse una signora in attesa che il marito la tornasse a prendere, dopo una partita a canasta con le amiche. Dopo qualche settimana di "palo fisso" a quella fermata dell'autobus mi ero convinta che forse non stesse aspettando il marito.
    Probabilmente praticava il mestiere più vecchio del mondo da parecchio tempo, ma ormai il suo momento di gloria era terminato, e nessuno voleva caricarsi un simile personaggio in macchina, quando allo stesso prezzo poteva avere una russa con due metri di gambe e dieci kg di tette. A quella cara signora probabilmente avrebbero preferito addirittura me, ragazza nel fiore degli anni.
    Decido di raccontare questo simpatico aneddoto ai miei amici, in modo da poter avere una loro idea sulla situazione della suddetta donna. Due chiacchiere a riguardo, due risate ed una sola conclusione: quando il lavoro gratifica corpo e mente, perchè richiedere il pensionamento anticipato?
    La sera stessa torno a casa. Solita strada, solita fermata dell'autobus. La cara signora non c'è più.
    Al chè comincio a disegnare un suo profilo psicologico (iniziando a dubitare anche del mio).
    Che qualcuno abbia deciso di appagare la sua determinazione sul lavoro? Che il marito si sia finalmente ricordato che quella sera non era andata a comprare le sigarette, ma a giocare davvero a canasta con le amiche? E' forse morta a causa di qualche malattia trasmessale sessualmente dopo anni di onorato servizio?
    Che la sua presenza fosse frutto della mia immaginazione?

  • Un paio di mesi fa stavo tornando a casa, come al solito, da una serata passata con gli amici. Ero un pò stanca, lo ammetto, ma abbastanza consapevole per girare la chiave della macchina, metterla in moto e fare in modo che mi riconducesse sotto la porta di casa. Semaforo verde ( e già l'apocalisse era vicina, perchè quel semaforo è costantemente rosso). Giro a sinistra, proseguo dritto per un centinaio di metri e giro nuovamente a sinistra. Sono quasi a casa. Mentre giro la mia attenzione viene attirata da uno strano personaggio, immobile al centro della strada. Lo guardo perplessa per mezzo secondo. Il tempo di vederlo sghignazzare.
    Cosa faccio? Forse non ha tutte le rotelle a posto, quindi dovrei tornare indietro e spiegargli che se resta fermo in mezzo alla strada rischia che qualcuno lo stiri, da un momento all'altro.
    Ma se non ha tutte le rotelle a posto potrebbe essere un depravato, quindi se decidessi di tornare indietro e fermarmi, potrebbe anche inveire su di me, o peggio, sull'unico mezzo di locomozione che possiedo.
    Mi convinco che non sarà così folle da restare al centro della carreggiata mentre una macchina decide di usarlo come birillo: centra lo psicopatico e fai 200 punti.
    Mi riconvinco che forse, invece, i guidatori della notte tenteranno di schivarlo, e la sua vita anche per questa notte sarà salva.
    Che la sua presenza fosse frutto della mia immaginazione?

  • Sono le 20 di una serata estiva. Ho caldo, ma nulla mi distrugge, perchè in macchina ho l'aria condizionata. Ho paura di scoprire il tasso di umidità una volta scesa dal mio congelatore portatile, ma per il momento non me ne preoccupo: meglio godersi i pochi attimi di fresco che la tecnologia può offrirmi.
    Arrivo in tangenziale e devo superare un camion, se non voglio ritrovarmi a passare la notte in fila. Da brava guidatrice guardo lo specchietto retrovisore: destra e sinistra. Bene, posso passare, ma...cos'è? Cosa vedono i miei occhi? C'è una grande mucca sulla strada. Sta camminando molto lenta, ma è sull'altro lato della tangenziale!!! Devo fermarmi e farle una foto!
    Ma...che la sua presenza sia frutto della mia immaginazione?
    Prima di accostare immediatamente, rallento, e guardo attentamente lo specchietto retrovisore: è un camion con il tendone sul rimorchio...

Per non parlare degli omini stilizzati che si trovano sui cartelli stradali. Sì, bè, ogni tanto scendono da quei cartelli per attraversarmi la strada. Ogni tanto decidono addirittura di salire in macchina con me per farmi compagnia durante i lunghi viaggi...
D'altronde l'altra sera ho scambiato un cartello di "Dare la precedenza" per una puttana con una minigonna molto assurda.

Questo mi lascia pensare che in quasi 24 anni di vita non posso più dire di sapere quando racconto episodi realmente accaduti, oppure avvenimenti che nascono solo dalla mia immaginazione.
Quando avevo 9 anni avevo fatto una scommessa con mio padre: la neve ad agosto. Ancora oggi io SO che ad agosto era scesa la neve. Fa parte dei miei ricordi, eppure non è mai caduta neve ad agosto, in Italia. Non da 24 anni a questa parte, almeno.

senzadisturbare