
Aveva fatto una lunga lista di libri che sicuramente avrebbe terminato di leggere entro la fine delle sue meritate vacanze. Non aveva fatto in tempo a lasciar trascorrere il primo giorno, perchè un pensiero che sperava di aver rimosso si era presentato ai suoi occhi, tra le profumate pagine di quel libro.
<< Vorrei poter salire su quel treno. Probabilmente non ti troverei alla stazione ad aspettarmi, perchè mi piacerebbe poterti fare una sorpresa. Quindi chiamerei un taxi, mi farei guidare fino al porto, consapevole che il tassista farebbe il giro più lungo per fregarmi un pò di soldi; non mi importa.
Raggiungere la mia destinazione per trovarti davanti a me, con un'espressione confusa, incazzata e sorpresa allo stesso tempo.
Con un briciolo di timidezza mi avvicinerei, pur sempre consapevole che meriterei quella raffica di botte che mi avevi promesso anni fa. Questo non mi impedisce di desiderare un tuo abbraccio più della stessa vita. Fanno più male le parole.
Ora penserai che sono una sciocca. Bè, avresti ragione, perchè l'amore è follia, sciocchezze e completa perdita della razionalità. Vuoi forse condannarmi?
Non so quando e se mai succederà tutto questo, per quanto io lo desideri.
Sarei già lì, se non rispettassi la tua decisione di non volermi mai più vedere. Fa male.
Anche questa notte spero che tu possa sentire il calore di un abbraccio. Il calore di una persona che ti ama, in modo incondizionato.
Non voglio che tu sappia che quella persona sono io, perchè vorrei che per una notte tu possa sorridere.>>
I libri la aiutavano ad allontanarsi dalla realtà, che periodicamente le si riproponeva.
Era difficile cacciare gli scheletri dai troppi armadi. Ancora più difficile era accettare che non si sarebbero mai potuti affrontare, perchè avevano deciso di non lasciarsi afferrare, seppur intenzionati a rincorrerla per tutto il resto della vita.
Lei non poteva far altro che rifugiarsi in una risata, in una lunga lista di libri, in qualche lacrima, quando avrebbero ricominciato a scorrere.
Sbagliare la aiutò ad imparare, ma ad un caro prezzo.
Paura, ansia. Il primo amore, quello Vero, con la A maiuscola. Quello che non si scorda mai, davvero.
E ti ritrovi sul binario numero 2 della stazione ad aspettare un treno che sembra non arrivare più. Quando si arriva in anticipo il tempo sembra fermarsi, ma non si può tardare. Non oggi.
E' passato tanto tempo, eppure ancora ti ricordi com'eri vestita: gonna grigia, lunga, con uno spacco che metteva in mostra metà coscia. Una magliettina nera, semplice, a maniche lunghe. Un paio di scarpe da ginnastica.
Speravi di essere abbastanza carina da non doverti nascondere, e mentre i pensieri si rincorrevano avevi una gran voglia di fumarti una sigaretta. Disdetta: avevi smesso di fumare.
Finalmente il treno è arrivato. La passeggiata avanti e indietro lungo il binario deve, nel frattempo, aver creato un fosso dentro al quale tutti, prima o poi, cadranno.
E se non c'è nessuno per cui aspettare?
A volte è meglio non fare certi pensieri, perchè arrivi ad un certo punto in cui riesci ad autoconvincerti che siano veri. E allora ti vedi già: borsa a tracolla e percorri la tua strada a ritroso.
Un ragazzo ti guarda. Alto, moro, occhi scuri e profondi come l'oceano. Sembra che vogliano perforarti l'anima, ma non per ferirla: solo per occupare il posto più vicino a te.
Imbarazzo, sorrisi nascosti. Un bacio. Un sogno.
Ora può finalmente iniziare il vostro viaggio, e l'imbarazzo ti rende maldestra e goffa, ma a lui piace, ti sorride, e non vede l'ora di abbracciarti.
Ogni singolo istante di quella stessa notte rimane impresso nella mente, nel cuore e nello stomaco.
Cosa è successo dopo? Dove siete finiti?
E' difficile scacciare il sapore della tua pelle dalle labbra, dai vestiti lavati e rilavati. E' impossibile scacciare quelle mani che ti accarezzano nel sogno. Quelle braccia forti che tremano, come se anche per te fosse la prima volta.
E' così difficile ripulire la propria pelle dai peccati commessi.
http://rifleman.altervista.org/friendtest/test.php?usr=Nightflying
Chissà se sono così trasparente come spesso credo di essere...
Ho BISOGNO di fotografare, per evadere un pò dal mondo. Ho bisogno di vedere posti nuovi, verde più acceso, nuvole più scure, castelli diroccati, una coppia che si bacia in piazza, mentre piove a dirotto.
Ne ho bisogno. E' come se mi sentissi imprigionata quando non posso fotografare.
Non trovo la chiave giusta per aprire quella porta che mi impedisce di uscire.
Quanto manca ancora alle prime escursioni?
Tuffarsi nelle foto dei ricordi fa tornare alla luce cose che speravi di poter dimenticare.
Sorrisi pieni di amarezza e lacrime che sgorgano di risentimento...