La vita spesso sembra così interminabile.
Altri giorni così breve, che anche le piccole cose, come un tramonto, i colori del cielo, un fiore che sboccia, sembrano acquisire un valore inestimabile.
Segreti che non andrebbero nascosti alla tua famiglia si rivelano più gravi di quanto non pensassi.
Un viaggio lontano, non certo una vacanza.
Sapere che una persona parte, e non sapere se tornerà. Se potrai incontrarla di nuovo ai pranzi di Natale, in giro per strada.
Per quanto un familiare possa essere disprezzabile per il suo comportamento, la morte non lascia indifferente nessuno.
Mi dispiace sinceramente, e ci soffro, ma non riesco a piangere.
Perdonami.
Non pregherò per te affinchè tutto vada per il meglio. Mi affiderò alla speranza, non avendo un Dio in cui potermi rifugiare.
Forse riuscirò un giorno a piangere per i tuoi figli, anche se questo spero che non sia mai necessario.
Perchè spero che tu ci sia alla laurea di S., al diploma di C., il giorno in cui M. prenderà la patente e guiderà la sua prima macchina.
Non so se ti voglio bene, ma sappi che ti auguro tutta la fortuna possibile.
Troppo piccola per capire cosa succede.
Ha mal di pancia e non riesce a prendere sonno. Ha paura, e decide di andare dalla mamma, come fanno tutti i bambini, quando sono malati. Hanno bisogno di affetto.
Sente delle urla, e sa bene da dove provengono. Si sdraia sul divano, invece di varcare la soglia della stanza dei genitori, mentre le urla si fanno sempre più vicine a lei.
Ha paura, è troppo piccola per aprire gli occhi ed affrontare la vita.
Arriva il fratello maggiore, di due anni più grande, si strofina gli occhi, ancora assonnati, e capisce cosa sta succedendo.
Spinge lontano il padre: "Vattene!".
Prende la mano della madre e della sorellina spaventata, in lacrime, ancora sul divano, e le porta in camera sua.
Il padre sconvolto da tanto coraggio non dice una parola, e torna a dormire, da solo questa notte.
La mattina seguente tutto sembra essere stato solo un brutto sogno, dal quale chiunque vorrebbe semplicemente svegliarsi.
La sorellina però è ancora sconvolta, e segue la mamma ovunque, attaccandosi alla sua gonna.
La mamma sta piangendo. Si vede il trucco nero colarle sulle guance.
Il padre non è ancora tornato a casa dal lavoro, ma si sentono dei passi provenire dalle scale: forse è lui.
La mamma corre in bagno, con la bambina ancora attaccata alla sua gonna. Si siede in un angolo, continuando a piangere, questa volta senza preoccuparsi di nascondere la sofferenza dipinta di rimmel sul suo volto.
"Mamma..." la voce è spaventata, ma non vuole piangere, pur non ricevendo risposta.
La porta si apre violentemente: "Che cazzo fai? C'è bisogno di mettersi a piangere davanti a tua figlia? Che cazzo hai da piangere?"
"Vuoi picchiarmi anche oggi, solo perchè sto piangendo?"
Una grande mano si leva in aria, nel fatidico gesto.
La bambina, con le guanciotte paffute, le lentiggini che le contornano le gote, ma una grinta mai vista prima, si stacca dalla gonna della mamma e lo guarda; le gambe che tremano.
Lui abbassa lentamente la mano.
"Io me ne vado."
"Mamma, voglio venire anche io...", la voce è spezzata dai singhiozzi che a stento riesce a trattenere.
La mamma esce, con la mano della bambina stretta forte nella sua.
Piangono entrambe, ma anche questa volta ci sarà qualcuno pronto a consolarle.
Quando si cresce non basta più un taglio di capelli nuovo ed un gelato per dimenticare tutto e ritornare a sorridere. Le immagini rimangono impresse come in una fotografia che non si sbiadisce mai. Lo specchio mostra ogni giorno i segni della sofferenza sugli occhi.
Non basta un taglio di capelli nuovo ed un gelato per farli sparire.
Sembra di poter lasciarsi andare, in eterno.
Essere immortali.
Chi è veramente senzadsiturbare?
Sarà una storia...
Sentirsi soli. Troppo piccoli per l'immensità del mondo che ci circonda.
Troppo poco tempo per esplorarlo tutto.
Troppi pochi sorrisi da poter condividere con qualcuno. Restano tutti chiusi, dentro.
Ore 18.30: fotografo.
E' strano come un piccolo appuntamento, fino a pochi minuti fa dimenticato, ti faccia vedere la giornata sotto un'ottica completamente migliore.
Speriamo che le foto siano venute bene. In particolare quella del piccione morto divorato da un pesce, dentro le mura del castello di Mantova!
Ok, mi farò curare, prima o poi ;)
Se per un giorno, per un solo giorno, potessi essere io quella ciclista. Solo lei in città.
Il silenzio intorno. Solo il rumore delle fontane, il vento che accarezza gli alberi ed il battito d'ali degli uccelli.
Per una volta sola vorrei che quel giorno fosse oggi.

La vita spesso e volentieri prende strade decisamente inaspettate.
Incontrare persone che conosci da 20 anni e non ricevere neanche uno straccio di saluto non ti fa star male, perchè non sei stata tu a distruggere tutto.
Meglio così. Come si dice: certa gente è meglio perderla che trovarla.
Sorrido, piango, litigo con me stessa, esco, canto.
Adesso, però, con uno spirito nettamente diverso.
A volte sembra quasi di riflettermi nello specchio e non vedere più la "me" di prima. Le pareti arancioni della camera si riflettono nel mio stato d'animo e mi mostrano qualcosa che non ero mai riuscita a percepire quando non esisteva ancora quel colore.
Tanto spazio su cui potermi sdraiare, urlare, correre, oppure stare ferma a pensare, a toccare e ad annusare l'aria.
Siamo davvero l'ultima cosa che ci rimane, non lasicamoci andare...